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Soprannome: Mogul. Nemmeno Mogul ricorda il suo nome di nascita (o finge efficacemente di non ricordarselo). Che questo aneddoto sia vero oppure no egli ha cambiato volontariamente nome. Ogni gnomo ha tradizionalmente da cinque a più nomi, come derivato della fantasia di parenti e amici, più un tappeto di soprannomi che gli vengono affibiati nel corso della sua crescita. Per un nobile queste cifre diventano esponenziali. Mogul detestava questo costume gnomesco (come quasi tutte le altre tradizioni, d'altronde) e aveva pensato bene di liberarsi dei tanti suoni articolati e ridicolmente buffi a cui non è mai riuscito a fare l'orecchio. "Mogul" è un termine del linguaggio druidico, che in comune potrebbe essere tradotto in "antro", ovvero "caverna", luogo buio e sotterraneo.
Età: 68 anni (che, se trasposti in età umana, corrispondo presappoco a 24 anni).
Razza: Gnomo
Classe: Druido
Allineamento: Neutrale malvagio
Rango: Formalmente basso, ma poiché la visione della vita di Mogul è ribaltata rispetto alla società, egli si considera di rango elevato.
Ruolo nel GDR: Abitante di Eventine.
Gilda: Un tempo era alto consigliere della Gilda degli elementi, ora persegue i suoi scopi in solitudine lasciando che le sue idee gli facciano giungere sempre più seguaci.
Orientamento Sessuale: Etero; la sua mentalità strettamente naturalista gli fa vedere l'omosessualità come alto tradimento alla forma della vita stessa.
Abilità speciale: Mogul possiede delle spiccate doti: ciò che lu considera i grandi doni offertigli dalla natura affinché giungesse alla sua meta.
Forma alternativa: Mogul possiede la capacità di tramutarsi in un qualsiasi animale o pianta che abbia conosciuto di persona, indipendentemente dalla sua taglia. L'enorme potere di Mogul gli consente di assumenere anche le sembianze di un elementale: un potente essere spirituale composto da uno dei quattro elementi. Tuttavia, come la maggior parte dei druidi, non può compiere molte volte al giorno la trasformazione ed essa dura poco più di una manciata d'ore. Tutto l'equipaggiamento del druido viene inglobato nella nuova forma al momento della trasformazione e non può essere utilizzato, nemmeno se concede degli effetti magici sempre attivi. Se dovesse morire durante l'uso della forma alternativa.
Millevolti: Come i druidi più esperti, Mogul possiede la capacità di alterare il suo aspetto per apparire come un appartenente ad un'altra razza umanoide di Eventine (umani, elfi, nani). Egli decide i linemaneti fisici della nuova forma che assume al momento della trasformazione e può mantenere queste sembianze per un tempo illimitato. In questo caso l'equipaggiamento del druido cambia per adattarsi alle dimensioni della nuova forma. Allo stesso modo della forma alternativa, in caso di morte Mogul riacquista le sue sembianze.
Empatia animale: La conoscenza di Mogul nel campo delle bestie gli consente di stabilire rapporti particolari con esse. Non può capire effettivamente ciò che un animale pensa o direbbe, se non ricorrendo alla magia, ma i linguaggi del corpo bastano al druido per raccontargli cosa gli animali pensano. A sua volta, sfruttado il suo linguaggio di mimiche e comportamenti, è in grado di cambiare le opinioni di un animale, per esempio per ammansire un animale ferito o per rendersi amico un animale ostile.
Immunità ai veleni: La continua esposizione alle tossine naturali e la capacità di assumere molte forme animali differenti fanno si che il druido sviluppi un'innata resistenza alle sostanze tossiche in generali.
Conoscenze: Sebbene non abbia nulla di magico, è necessario citare l'enorme sapienza di Mogul nel campo della natura; per lui la natura stessa è un libro aperto che legge con interesse. Egli conosce perfettamente la maggior parte degli esseri vegetali e animali scoperti e la loro anatomia e la geografia generale dell'intero pianeta. Sa cogliere le imperfezioni e i segni della terra e ciò gli svela molte cose, come, per esempio, gli eventi geologici che hanno colpito una determinata terra, o il tempo atmosferico che si susseguirà nei giorni a venire. Mogul saprebbe trovare il nord anche se fosse sigillato dentro un barile.
Incantesimi: Mogul è in grado di lanciare molti incantesimi divini, alcuni dei quali sortiscono effetti davvero spettacolari.
Arma iniziale: L'Arpione di Mogul: nulla di più complicato di un bastone di frassino con l'estremità appuntita a formare una rudimentale lancia, che poi il druido incanta con la sua magia per renderla della consistenza del metallo.
Carattere: Mogul è uno gnomo saggio e di spiccata intelligenza. I suoi metodi sono complicati e mirati ai suoi obbiettivi, sebbene agli occhi degli altri possa sembrare uno gnomo senza un destino chiaro. Ovviamente quello che le altre creature pensano di lui sono solo nuvole di fumo destinate a smembrarsi una volta uscite allo scoperto. Mentre per la concezione tradizionale Mogul potrebbe essere definito un malvagio, pericolo comune, criminale, assassino o in tanti altri modi, il concetto di malvagio non esiste per il piccolo gnomo: egli fa quello che crede che sia giusto fare e deride la morale comune. Detesta profondamente ogni legge imposta da qualsiasi socetà, in quanto esse vincolano le creature ad azioni e atteggiamenti che non concordano con la loro natura, se addirittura non la traviano (soprattutto idiozie come la galera per chi ruba per sopravvivenza o l'impiccagione per chi uccide per rivalità); tra le altre cose detesta immensamente il concetto di proprietà privata (trova sconcentarte reclamare una fetta di terra e tutto ciò che essa contiene come propria), dover pagare per ottenere i frutti della terra, come frutta, carni, acqua o pelli e lo sfruttamento di animali e piante di ogni genere per un bisogno che si spinge oltre la sopravvivenza, come la produzione di pelliccie o l'industria cartacea. Spesso anche all'interno dello stesso ordine druidico trova delle discrepanze che cerca di correggere. I druidi buoni sono per lui degli impostori che non cercano di far prosperare la terra ma che addiritturano cercano di conciliare natura e civiltà; per Mogul questo è più che un insulto. I druidi legali tendono ad avere atteggiamenti che riconducono a qualche codice morale o legale simili ai codici di leggi che vigono nelle terre civilizzate, mentre quelli caotici ai suoi occhi troppo spesso cercano di sottrarsi alla loro posizione all'interno dell'equilibrio, a volte aggirando la legge dell'equilibrio tra le creature o ingannando la natura stessa. Sebbene i druidi malvagi a volte tendano a compiere gesti dettati più dalla sete di magnificenza che da vero e proprio bisogno, Mogul accetta il loro comportamento, che giudica il più stretto a contatto con l'occasionale violenza del mondo naturale. Sempre meglio un assassino impazzito di un vegetariano. Sebbene questo concetto sia molto radicato per quanto riguarda i suoi fratelli e sorelle, Mogul lo applica in maniera generale a tutte le creature intelligenti. Tra le creature che non sopporta ci sono i non morti, che lo disgustano più di ogni altra cosa al mondo, che vede come un vero e proprio insulto alla natura degli esseri viventi, e i costrutti, che considera come gli esperimenti di qualcuno che si diverte a giocherellare con la natura della vita. Anche altre creature intelligenti attirano l'odio del druido, specialmente quelle in grado di insultare la natura che lui venera. Gli gnomi stessi occupano un posto di rilievo nella sua lista delle creature da evitare o calpestare. Mogul non trova divertente gli scherzi come ci si aspetterebbe da un qualsiasi gnomo, anzi, la sua estrema permalosità spesso lo obbliga a deviare temporaneamente dal suo obiettivo principale per un'accurata vendetta. Ha una forma d'umorismo strettamente personale, che le altre creature difficilmente comprendono, e spesso rivolta alla critica. Se Mogul ride chi lo conosce sa che sta per succedere qualcosa di spiacevole... o una cosa spiacevole è appena successa!
L'obbiettivo principale che Mogul si è prefissato è uno solo e utopico: sradicare ogni forma di civiltà evoluta presente nelle Flanaess. Egli sa che quest'obbiettivo è fuori dalla portata anche di qualsiasi divintà, ma quest'idea non lo spaventa affatto. In principio difendere i luoghi incontaminati era per lui cosa facile: pochi nani o altre creature corrotte dalla modernizzazione scatenavano la sua ira maligna. Con l'ammassarsi degli eventi gli uni sugli altri il druido capì che mantenere l'ordine naturale delle cose non era cosa poi così semplice, e giunse alla conclusione che il metodo migliore per permettere alla natura di riassettare il suo eterno equilibrio era quello di rimuovere ogni elemento corruttore. Mogul non è precipitoso ne stupido e sa benissimo che occorre un immenso potere per portare a termine i suoi progetti, quindi per il momento si applica solo a sotto obiettivi di poco conto, sperando di accumulare col tempo quel potere a cui tanto ambisce. Eppure non perde occasione per arrecare danno a qualsiasi frutto del progresso.
Aspetto fisico: Il suo aspetto fisico non scosta da quello standard delle sue genti: Mogul è alto quanto uno gnomo medio e pesa alla stessa maniera. I suoi capelli sono corti, a volte arruffati, neri come la pece. Solo la sua carnagione ha risentito degli effetto dovuti alla permanenza in luoghi umidi e bui: la sua pelle tende a essere più levigata dal freddo e ammorbidita, mentre la carne si è schiarita da un color marrone-corteccia ad un marrone pallido. Anche gli occhi sono passati da un blu oceano a un azzurro ghiaccio. Abiti stretti e comodi sormontati da vesti aperte, come mantelle o tuniche, sono il vestiario preferito dallo gnomo, tutto ricavato da lavoro di pellame assortito; il suo indumento tipico è un folto mantello di pelliccie d'ermellino bianche che il druido ha confezionato in diversi inverni separati, cacciando per sostentamento.
Storia: Mogul discende da famiglia nobile. Madre e padre di Mogul erano baroni gnomi che governavano un clan che dimorava da antiche albe nei Tumuli Inflessibili, in compagnia di altre comunità gnomesche e di un clan nanico. La vita scorreva tranquilla per il givane e viziato gnomo, forse un pò troppo per la soglia di tolleranza della sua natura gnomesca. Fin da giovane Mogul ostentava un interesse particolare per le caverne che componevano le viscere dei Tumuli Inflessibili: esplorava, navigava, scalava e faceva quant'altro gli veniva in mente. Egli era diverso dagli altri gnomi: permaloso e diffidente, nonché riservato. Pretendeva serietà nei suoi rapporti interpersonali e, anche se sapeva che la sua razza non aveva un vocabolo da assegnare alla serietà, non demordeva. Per questo la compagnia dei timidi pesci sotterranei e la chiassosa presenza dei pipistrelli erano più gradite di uno scherzo ridicolo o qualche fastidioso gioco di parole. Col passare degli anni le caverne inesplorate, gli antri bui e i fiumi sotterranei divennero la sua residenza e la tana dei suoi avi un'alloggio occasionale. La vita di uno gnomo è molto lunga e uno gnomo accorto sa come spenderla al meglio. Mogul aveva deciso di prendersi cura di quei posti, proteggendoli dalle interferenze esterne e, soprattutto, dall'inarrestabile avanzata delle miniere naniche. Quando non era impegnato a vagare senza meta tra le rocce umide e levigate dalle falde sotterranee studiava, studiava sui libri tutto quello che doveva sapere per muoversi saggiamente all'interno di quei pericolosi ambienti naturali. I baroni suoi genitori non si curarono più di tanto di questa deviazione dai luoghi comuni gnomeschi nei primi anni: la curiosità scorre a fiumi nelle vene degli gnomi, non era raro che uno gnomo si impuntasse e cercasse di analizzare alcuni aspetti del mondo rispetto ad altri. Loro figlio adorava i luoghi bui e pericolosi, gli insetti delle profondità e l'acqua gelida delle sorgenti sotterranee; forse non era una passione diffusa ma Mogul era ricco e aveva i natali nobili, e questo bastava a spiegare le sue passioni al di fuori della portata degli gnomi comuni. Ma gli anni passarono e gli eventi avanzarono. Quando i baroni si accorsero che il secondo dei loro cinque figli aveva perso la sua natura gnomesca e nobile barattandola con la selvaticità di una serpe delle rocce era troppo tardi: Mogul era cambiato per sempre e nessuno gnomo o intrigo arcano l'avrebbe fatto tornare indietro. Sebbene non avesse l'opportunità di entrarne a far parte egli si considerava un iniziato all'ordine druidico. Ovviamente non conosceva bene i druidi, solamente sapeva di essere nato per proteggere l'ordine immutabile delle cose, rappresentato egreggiamente da quei luoghi sotterranei, e in più grande scala dalla natura stessa. Un dì abbandonò casa e comunità per ritirarsi nelle sue caverne; il suo carattere era variato notevolmente: permalosità mutata in superbia, diffidenza in scetticismo, riservatezza in cinismo. Non poteva sopportare ulteriormente l'atmosfera di una tana gnomesca, così scappò. Non era scomparso, gli gnomi sapevano che vagava per le caverne profonde, sopra le loro teste o sotto i loro piedi, a chissà quale distanza, e occasionalmente era stato intravisto da quegli gnomi che si erano avventurati in luoghi remoti sotto i Tumuli inflessibili. Mogul vigilava ma non impediva agli umanoidi curiosi di visitare quei luoghi, ma scacciava coloro che cercavano di arrecare una qualsiasi forma di danno. Viveva a metà fra la leggenda e la critica.
Ciò che spinse definitivamente Mogul fuori dalle sue caverne fu la coscienza che la natura bisognosa si estendeva interminabile al di fuori delle colline e non solo sotto. In quel periodo le sue doscussioni coi nani si fecero sempre più aspre: le miniere naniche erano pericolose, avanzavano incontrollate e a volte crollavano, generando forti scosse sismiche. Come era di carattere, Mogul dubitava perfino delle abilità minatorie e ingegnere dei nani e cercava di contrastarli agendo nell'ombra. Non essendo effettivamente un druido lo gnomo non possedeva poteri che gli consentissero di costituire un'effettiva minaccia. Tutto quello che poteva fare era sabotare gli attrezzi dei nani o costruire trappole grezze per ostacolare il loro cammino. La tenacia dei nani mise a dura prova la volontà dello gnomo, il quale vedeva minacciata la sua casa naturale. Come ultimo atto decise di tagliare corto una volta per tutte: gli ci vollero mesi e mesi di lavoro per costruire un marchingegno che, sfruttando gli esplosivi da scavo dei nani, li avrebbe frenati per sempre. La trappola consisteva in un una complessa idea di fili ed esplosivi accantonati. Tutto l'esplosivo lo depose in alcuni cassoni da miniera che i nani erano soliti usare, e pose i cassoni all'altezza dell'ingresso della miniera stessa. Nessuno avrebbe mai fatto caso a delle riserve di esplosivo incustodite, nemmeno all'intrigo di cavi che legava ogni candelotto. Magul si nascose nell'ombra di una cavità naturale (cosa ormai facile per lui) e aspetto ore e ore pazientemente. Aspettò che i nani minatori riprendessero il lavoro nelle miniere. Si era appena concluso un periodo di festività nanica e come Mogul aveva ipotizzato, quel primo giorno di lavoro avrebe contato la maggior presenza di minatori. Una volta che le truppe di nani lavoratori si stabilirono nelle caverne lo gnomo soddisfatto sbucò dalla rientranza e aggrovigliò con attenzione e sudando freddo i fili invisibili attorno a rocce e sporgenze, formando una tela di ragno che occupasse tutto il passaggio. Gli ci volle più di un'ora ma quando il suo lavoro meschino fu compiuto si sentì riempito di gratitudine. Ora non gli rimaneva che aspettare. Ore dopo, mentre si lavava in un fiume gelido al buio, un boato scosse le caverne facendolo sobbalzare, mentre un improvviso vento fischiante diffuse negli antri oscuri l'odore dello zolfo, poi una feroce scossa di terremoto lo fece scivolare in acqua. Come aveva stabilito la trappola era scattata e l'esplosivo era esploso, facendo crollare l'ingresso alla miniera. L'esplosione di per se fece giusto pochi morti fra i nani, ma il resto del clan non arrivò mai in tempo per salvare la maggior parte dei suoi membri maschi intrappolati all'interno della miniera, senza viveri di alcun genere. Nei mesi successivi il clan, orami spento e privo di forza propria, abbandonò quelle caverne in cerca di aiuto presso altri clan, e nessun nano mise mai più piede in quei luoghi. Mogul era soddisfatto e per nulla addolorato per quello che aveva fatto. Doveva salvare le sue caverne, senza preoccuparsi di chi voleva corromperle.
Ben presto uscì dal sottosuolo, dove cominciò a sentirsi a disagio: voleva proteggere quei luoghi ma ormai la paura che aveva diffuso bastava a salvaguardarli da qualsiasi incursione. Non c'era più scopo per lui in quei luoghi. Decise quindi di salutare la sua casa definitivamente e uscire alla luce del sole, in cerca di altri luoghi da proteggere. Nella sua vita non era mai uscito dalle caverne e non sapeva nulla sul mondo di superficie, al di la di quello che aveva letto nei suoi libri. La prima cosa che fece fu scendere a valle presso il Bosco Cornuto e cercare un druido che avrebbe potuto iniziarlo all'ordine. La zona era famosa per la presenza di molti superstiti e umanoidi selvaggi malvagi. Ma a lui questo non interessava. Venne infatti introdotto all'ordine da una setta privata di druidi gnoll, che rispettava per la loro saggezza e capacità. Una volta superate le prove dell'ordine si mise in cammino senza meta dove la natura chiedeva il suo aiuto e, come aveva avuto modo di constatare nel periodo che aveva trascorso fra la sua uscita dalle colline e la fine delle prove, c'era molto, molto, molto lavoro da fare...
Negli anni lo gnomo ha accumulato un potere ed una notorietà non indifferenti all'interno dell'ordine druidico. Tali eventi gli hanno permesso di entrare a far parte dei potenti della Gilda degli elementi, dalla quale si attendeva l'aiuto necessario a compiere i suoi scopi. Dopo diversi anni di malcontento abbandonò la gilda con sdegno, ed ora la considera come un unico, grande, rivale.
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Armi: L'Arpione di Mogul.
Animali: Come ogni druido che si possa chiamare tale, Mogul è accompagnato da un animale superiore alla media della sua specie. Il compagno animale di Mogul è Gnaag: un grosso pipistrello dal manto bruno, molto forte e versatile. Gnaag raggiunge i 9 metri di lunghezza, dalla punta del muso al capo della coda, e ha un'apertura alare che si estende a 10 metri, per 1,7 tonnellate di peso; l'aspetto di Gnaag è tale da intimorire la maggior parte delle creature con un minimo di intelligenza: occhi scuri come perle d'ebano, denti affilati e appuntiti lungo tutta l'arcata gengivale, spinose protuberanze osse sporgenti lungo la testa e la criniera, un verso squittante simile al ronzio di uno sciame di locuste e, da non tralasciare, la necessità di nutrirsi con almeno 230 kg di carne al giorno.
Oggetti:Ottimo! Finalmente ho postato anch'io il mio primo pg! Ormai la lunghezza delle mie schede è il mio marchio di fabbrica!

Ecco Mogul, così come era quando giocavo a D&D: il mio PG riuscito meglio in 8 anni di storia di gioco di ruolo.

Per coloro che sono giunti fino alla fine e hanno conservato abbastanza pazienza per rispondere: che ne pensate?
PS per la Vanny: Ho aspettato che arrivassi tu per postarlo!!!
